SUORE MISSIONARIE FRANCESCANE e CRESIME A MEMBA

Cavà – Memba   06.06.2019

In questi giorni siamo stati benedetti dalla grazia del Signore.

Abbiamo avuto in visita per 10 giorni le suore Francescane Missionarie di Rimini che sono venute con l’intento di valutare una possibile apertura di una casa nella nostra missione e precisamente a Memba con attività di  promozione della donna.

Le due suore in visita erano la Madre Generale e la Segretaria della congregazione.

Sono stati giorni molto belli e carichi di emozione perché la nostra gente è affamata di Dio e sa come chiederlo!

Poi nei giorni 5 e 6 di giugno sono coincise anche le Cresime con la presenza del vescovo.

Insomma giorni intensi ma molto belli. Vi mando qualche immagine per dar lode a Dio con me e per chiedere la grazie di una congregazione femminile in questa missione di Cavá-Memba.

Pe  Silvano

 

Il momento dell’arrivo a Memba della Madre Generale e la Segretaria della congregazione.

 

Il momento dell’arrivo a Memba
Le suore con p. Silvano e una volontaria, davanti alla chiesa

P. Silvano col su fedele amico

L’incontro con un gruppo di donne

con il Vescovo per le Cresime

Visita agli spazi della Missione e al terreno per la loro casa

Durante le Cresime a Memba e Cavà –

 

Qui ci siamo tutti. Con noi quest’anno c’è anche un seminarista della diocesi di Nacala che sarà ordinato diacono quest’anno e si chiama Neligno –

I COMBONIANI REAGISCONO

Rosario elettorale

Noi Missionari Comboniani in Italia siamo schierati. Portiamo nel cuore il Vangelo che si fa strada con le Afriche della storia. Che non scende a compromessi e strategie di marketing. Né elettorali né di svendita becera dei piccoli in nome del denaro.
Ci indigna profondamente l’utilizzo strumentale del rosario, baciato sabato scorso in piazza Duomo a Milano dal ministro dell’interno, chiedendo voti alla Madonna. Rosario che è segno della tenerezza di Dio, macchiato dal sangue dei migranti che ancora muoiono nel Mediterraneo: 60 la settimana scorsa, nel silenzio dell’indifferenza dei caini del mondo.
Ci rivolta dentro il richiamo ai papi del passato per farne strumento della strategia fascista dell’esclusione degli ultimi. Di chi bussa alle nostre porte chiedendo di aprire i porti. Come la nave Sea Watch di queste ore. Nave che accoglie chi scappa da mondi inquinati dai gas serra della nostra sete di materie prime per mantenere uno stile di vita sempre più insostenibile. Che pesa sulle spalle degli impoveriti.
Ci ripugna il richiamo alla vittoria elettorale in nome della madre di Gesù di Nazareth che cammina con gli “scarti” del mondo per innalzare gli umili. Sempre dalla parte dei perdenti della globalizzazione dei profitti. La carne di Cristo sulla terra. “Ero forestiero e mi avete accolto” (Mt 25,35)
Ci aggredisce l’arroganza d’invitare la gente a reagire durante le celebrazioni in chiesa di fronte ai preti che predicano “porti aperti”. Dettando legge in nome dei vescovi.
Ci dà coraggio e ci fa resistere, contro questa onda di disprezzo e disumanità, condividere il sogno di Dio: ridestare la speranza tra la gente che un mondo radicalmente altro, interculturale, aperto, inclusivo e solidale è urgente e dipende da ognuno di noi. Da chi non tace e, con la determinazione della nonviolenza del Vangelo, grida con la sua vita che non ci sta con il razzismo dilagante di chi vuole stravolgere l’immagine vera del Dio della vita.
I Missionari Comboniani ci sono. Alzano la voce. Scendono in strada, non fanno calcoli e stanno da una parte precisa. Quella degli oppressi da un’economia che uccide. Prima e sempre.

Missionari Comboniani d’Italia

Verona, 20 maggio 2019

IMPERATIVO DI COSCIENZA

Mozambico, 20 maggio 2019

Imperativo di coscienza 

Anche se vivo lontano da parecchi anni dalla mia patria con la buffa forma di stivale e chiamata ancora con estremo ardimento Belpaese, ogni tanto mi interesso di quello che una certa “bassa politica” ancora estrae dal cilindro di questa amata terra. I “maghi” di turno sanno far apparire il povero Stivale sempre e solamente come capace di calci nel sedere al genere umano, calpestandone i diritti e la dignità. Dignità di chi è nello Stivale come elettore e cittadino e dignità di chi cerca in esso un’accoglienza. Insomma, tutti ne escono lesi profondamente e sembra che a molta gente, affetta dalla sindrome del gregge, vada bene così. Anche alcuni cristiani sembrano aver frainteso le parole del Maestro che dicevano che siamo pecore di un gregge e di conseguenza hanno scelto di prendere alla lettera le sante parole di Gesú cercando di non pensare, non vedere, non parlare. Capo del gregge sembra essere un Ministro estratto dallo stesso cilindro delle sciocchezze che rispetta i trucchi del caso.  Il suddetto Ministro degli Interni (mai esistito un titolo più adatto visto il ripiegamento sul suo medesimo ombelico), ha dichiarato in questi giorni che molti preti, missionari, vescovi e cardinali sono pienamente d’accordo con la sua linea repressiva, offensiva, razzista.   Lo stesso afferma che questi “pastori d’anime” (che dovrebbero quindi occuparsi del lavoro contrario a quello fatto dal Signor Ministro) avrebbero pure inviato messaggi di incoraggiamento al suo cellulare. Mi auguro che questo sia solo un linguaggio mediatico che mira a una bieca demagogia e non corrisponda al vero.   A scanso di equivoci come cristiano, prete e missionario in terra d’Africa mi sento chiamato in causa con molta forza e mi si impone un imperativo di coscienza che è quello di prendere le distanze da tali regimi demagogici.   Come cristiano sono chiamato ad obbedire alla Parola del Salvatore e non al “potere romano” che già in tempi passati voleva soffocarne la forza dell’annuncio salvifico. E il messaggio del Vangelo è questo:

Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi». Allora i giusti gli risponderanno: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?». E il re risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me». 

Come prete e come missionario al servizio dell’Africa non accetto e mi oppongo allo stile portato avanti dal Ministro degli Interni Salvini.            Assumo le distanze dai pastori che si sono trasformati in mercenari o addirittura in lupi feroci contro lo stesso gregge che dovrebbero servire.   Mi distanzio da quella parte della mia stessa Chiesa (se esiste) che davvero fosse allineata con questa follia umana che non rispetta i diritti più fondamentali.  Guardo con sgomento i cristiani che come, il Signor Ministro, si professano tali pur abbracciando ideologie di repressione della vita del prossimo o si lasciano infettare dal morbo dell’omertà.    Mi vergogno di essere riconosciuto cittadino di un paese che opera politiche di violenza e repressione contro altri popoli. Incoraggio gli italiani, in particolare i cristiani, i preti e i vescovi, che già da tempo lottano contro questa ipocrisia e bassa politica, a non demordere e ad alzare la voce, a scendere in piazza, a denunciare, a scioperare, a bloccare l’economia del Paese se fosse necessario.

Il monito del Vangelo è forte e chiaro:

«Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato». Anch’essi allora risponderanno: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?». Allora egli risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me». E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Concludo queste poche righe con due frasi di Nelson Mandela, premio Nobel per la pace nel 1993. Mandela fu il primo presidente sudafricano a essere eletto con suffragio universale e il primo non bianco a ricoprire tale carica; attivista per i diritti civili e avvocato, aveva scontato 27 anni di carcere per la sua opera di lotta all’apartheid e del quale certi ministri d’oggi non sono nemmeno degni di pronunciarne il nome perché “fanno politica” senza “essere politici”!

  • La libertà è una sola: le catene imposte a uno di noi, pesano sulle spalle di tutti.
  • Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione e della classe alla quale appartengono. Gli uomini imparano ad odiare e, se possono imparare ad odiare, possono anche imparare ad amare, perché l’amore per il cuore umano, è più naturale dell’odio.

                                                                                           P. Silvano Daldosso

BEIRA – Mozambico – COMMISSIONE DIOCESANA DI CARITA’

06 Maggio 2019

La Commissione Diocesana di Carità di Beira (zona centrale del Mozambico), invia il grazie per gli aiuti ricevuti ed illustra la situazione ancora molto critica, creatasi a seguito dell’enorme ciclone (Idai) che circa due mesi fa, ha devastato e quasi totalmente distrutto, la città di Beira e la provincia di Sofala.

Quello che rimane ella chiesa di Santos Anjos (Angeli custodi), una delle parrocchie seguite dai missionari vicentini.

 

MISSIONE DI CAVA’ E MEMBA – Organizzazione – Attività – Progetti ed opere

Accenni storici della missione. Dopo l’accordo, nel 2005, per l’apertura della missione di Namahaca, il vescovo di Nacala chiede al vescovo di Verona di assumere anche la missione di Cavà, confinante con Namahaca. Così nel febbraio del 2010 Verona assume ufficialmente il suo secondo impegno missionario inviando don Silvano Daldosso come parroco. Una realtà, quella di Cavà, nata dall’esperienza della guerra che ha martoriato il Mozambico da metà anni ’60. Prima per raggiungere l’indipendenza dal Portogallo (1975) e continuata poi fino al 1992 per il contendersi del potere tra le due fazioni del Frelimo (Fronte di Liberazione del Mozambico) e Renamo (Resistenza Nazionale del Mozambico). Il 2 febbraio del 1972 un comboniano, di origini veronesi, P. Romualdo Anselmi, fonda la missione dedicandola alla Madonna Immacolata. La realtà che via via si formava, era di una missione di “rifugiati”. La missione è stata gestita dalle suore comboniane che vi hanno abitato per anni finché durante un attacco dei guerriglieri, una di loro è stata rapita passando parecchi mesi di prigionia nella boscaglia. La missione venne saccheggiata e incendiata. Per molti anni nessuno ci ha più risieduto e si faceva un’assistenza sacramentale a distanza. Solo nel 1996 don Ottavio Cossu, un prete sardo fidei donum, riapre la missione recuperandone le macerie e risiedendoci stabilmente fino all’arrivo veronese del 2010.

  

 

 

Organizzazione della parrocchia. La parrocchia ha forma di elisse con più di 100 km nei due punti più lontani e con 48 comunità sparse su un territorio ostile in cui molto spesso si va a piedi o in moto. La parrocchia è divisa in due regioni per diminuirne le distanze percorse a piedi dalla gente. Quindi due centri di riferimento: Cavá e Memba. Cavà, antico centro della missione e sede della Parrocchia, si colloca in area rurale. Memba è una piccola cittadina, affacciata sul mare, sede amministrativa del distretto.

 

  

Attività. Oltre all’immenso lavoro pastorale di formazione dei catechisti e dei lider delle differenti comunità si implementano anche progetti sociali. Molta attenzione è dedicata all’aspetto educativo. A Memba è attivo un convitto maschile della parrocchia, dove attualmente sono alloggiati 28 studenti delle superiori. Il convitto è attrezzato con due officine: falegnameria e fabbro. Dal 2013 inoltre sono attive una biblioteca e una sala di informatica con una decina di pc.

A partire dal 2014, beneficiando di un progetto della diocesi di Nacala in collaborazione con la diocesi di Lodi e l’Associazione Lavoratori Credenti, abbiamo iniziato un progetto di micro-credito e banca delle sementi a favore delle famiglie di agricoltori. Risorse finanziarie Ognuna delle comunità che costituiscono la Parrocchia contribuisce annualmente al sostentamento della stessa.

Da maggio 2017 è iniziato un progetto agricolo di autosostegno alla missione con coltivazione di castagna di cajú e frutta, oltre alla produzione di prodotti basilari per la parrocchia e lo studentato.

Personale missionario. Attualmente operano nella missione di Cava’-Memba tre persone (due italiani e uno svizzero) un prete e due laici che assieme gestiscono attività pastorali e sociali. Concretamente don Silvano Daldosso è responsabile della pastorale, Elena Gaboardi gestisce lo studentato e il progetto di micro credito e Werner Muller l’aspetto agricolo col progetto di autosostegno.

Oltre alle attività della mission e ci sono anche iniziative e servizi che li coinvolgono a livello diocesano e col clero locale.

 

  Breve descrizione delle attività

STUDENTATO

Il convitto ha capienza per 28 alunni della scuola secondaria che va dall’8ª classe alla 12ª classe. Di norma sono alunni provenienti dalle comunità della nostra missione e dalle missioni vicine, segnalati dalle rispettive equipe missionarie. Generalmente hanno la precedenza i figli di famiglie molto povere o orfani che non avrebbero altre possibilità di studio. Gli alunni frequentano la vicina scuola pubblica e risiedono nelle strutture della missione, dove hanno la possibilità di facilitare lo studio tramite gruppi di studio, formazioni umane, biblioteca, corso d’informatica e apprendistato in due officine: falegnameria e fabbro.

 

SALA INFORMATICA E OFFICINE

In stretta relazione col convitto esistono due progetti importanti a favore degli alunni: la sala d’informatica e le officine.

Sala informatica. Due anni fa tramite l’Associazione Lavoratori Credenti di Lodi ci sono stati regalati una quindicina di computer per rendere reale un piccolo sogno. In modo molto artigianale, ma molto competente, c’è stato fornito un manuale sia cartaceo sia multimediale per realizzare il corso d’informatica.

Officine. Il ruolo delle officine dentro il convitto è duplice. In primo luogo hanno il compito di insegnare un minimo a lavorare imparando a fare porte, finestre, sedie, mobili, cancelli, inferriate, recinzioni; tutte cose che un domani permetterebbero qualche sbocco in più. Oltre a questo le officine stanno diventando sempre più la formula di autosostento del convitto. Da un po’ di tempo a questa parte il lavoro è cresciuto moltissimo e questo aiuta tutta l’economia della struttura.

 

 

PROGETTO DI MICROCREDITO

A partire dall’anno 2011 la Diocesi di Nacala, nell’ambito della cooperazione missionaria con la Diocesi di Lodi, quest’ultima in collaborazione con l’Associazione italiana Lavoratori Credenti ONLUS, ha avviato un piccolo progetto diocesano di microfinanza e sviluppo rurale che attualmente già serve 180 beneficiari di credito agricolo distribuiti in vari gruppi dislocati in differenti aree geografiche, oltre ad altri piccoli micro-commercianti!Lo scopo di questo progetto consiste principalmente nel dare un’opportunità alle famiglie contadine del territorio rurale (senza distinzione di sesso, razza, religione o ideologie politiche) di un miglioramento generale delle condizioni di vita, soprattutto nei mesi critici in cui sopraggiunge la fame. I prestiti sono accompagnati lungo la vita di ciascun gruppo (cinque anni) da un ricco percorso formativo; formazione che per essere efficace ha frequenza mensile ed è il più possibile integrale: agraria, zootecnica, economica, civica, sanitaria ecc. ecc.

CENTRO VOCAZIONALE DIOCESANO

La missione, nella sede della regione Memba, sede pure di Distretto con tutto il ciclo completo di studi della scuola pubblica è ricchissima di giovani che vivono “momentaneamente” a Memba per motivo di studio. A causa di questo, in collaborazione con la Commissione Diocesana delle Vocazioni, lavoriamo per realizzare un cammino vocazionale per giovani più sensibili a tale tema. Il centro vocazionale che funziona già da 4 anni conta mediamente con una trentina di partecipanti annui. Il cammino è fatto di 3 anni di formazione, dopo i quali, i giovani possono entrare in contatto col seminario o una delle congregazioni presenti in diocesi.

PROGETTO AGRICOLO DI AUTOSOSTEGNO

Uno degli obbiettivi della nostra presenza missionaria, oltre all’annuncio del Vangelo, è rendere le nostre comunità e parrocchia autosufficienti economicamente. A tale scopo, con l’appoggio di un agricoltore svizzero in pensione che si fermerà per qualche anno, stiamo realizzando da 8 mesi a questa, parte un progetto agricolo per il sostegno della parrocchia. L’obbiettivo è di sfruttare gli ettari di terra della missione per produrre quello che consumiamo e poter vendere il rimanente al fine di rendere sempre più autonoma la parrocchia da aiuti esterni. I prodotti coltivati sono mais, arachidi, manioca, fagioli. Questi sono affiancati da allevamento di maiali, galline e capre. Infine abbiamo dedicato alcuni ettari alla produzione di castagna di cajú che ha un mercato molto redditizio e diversi alberi da frutta (arance, mandarini, mango, papaia, limoni, ecc.). Tutta questa produzione servirà sia per la parrocchia e sia per l’alimentazione allo studentato in modo di ridurre al massimo la compra di alimenti.

Durante questi primi mesi abbiamo acquistato i mezzi necessari (trattore, aratro, ecc…) che useremo poi dal prossimo anno anche per le nostre comunità per incentivare l’aumento di produzione.

Il nostro prossimo passo sarà la costruzione di una piccola diga che darà vita a un piccolo bacino per garantire acqua alla popolazione e per dar inizio alla produzione di ortaggi durante il tempo secco.

 

OPERE

Ultimamente l’equipe missionaria si è impegnata anche in alcune importanti opere.

  • Il restauro delle due chiese principali con il rifacimento del tetto e delle tinte.

 

 

  • Costruzione di alcuni pozzi

 

  • Costruzione di una cisterna di raccolta di acqua piovana

 

Cavà – Mozambico: Marzo 2019

LA STELLA COMETA DI WERNER

Cavà,  10/1/2019

Le festività natalizie appena celebrate sono state per noi un momento di Golgota associato alla realtà della nascita di Gesù. Due realtà distanti ma complementari nella Storia della Salvezza.

La nostra Via Crucis natalizia è iniziata negli ultimi giorni di novembre quando il nostro Werner, dopo una malaria, inizia ad accusare un dolore al polmone accompagnato da tosse e febbre. Da subito si è pensato ad una infezione polmonare che abbiamo trattato con antibiotico. Werner dopo una settimana stava meglio e riprendeva i suoi intensi lavori nei campi della missione in preparazione alle piogge ormai vicine che annunciano il tempo della semina. Dopo qualche giorno ritorna la tosse e la febbre. Decidiamo così di andare nella città di Nampula capoluogo della provincia per alcune analisi in ospedale. I raggi confermano una infezione su un polmone. Si provvede a una cura più intensa di antibiotico. Werner migliora un po’ ma dopo qualche giorno accusa un forte dolore a un rene a all’anca dove era stato operato due anni fa. L’ecografia dice che c’è qualche calcolo, nulla di grave. Per sentirsi più sicuro Werner si affida ad una clinica privata dove viene seguito durante il trattamento ed è in contatto col suo medico in Svizzera. Un po’ migliora e diminuisce il dolore al rene. Essendo che lui aveva già un biglietto aereo per la Svizzera per passare il Natale con la famiglia il 19 dicembre gli consiglio di anticipare la partenza per poter andare a casa prima riposare e rimettersi in salute. Così il 6 dicembre Werner saluta Nampula in direzione della Svizzera.

Arrivato a casa viene subito ricoverato per ripetere gli esami e avere una diagnosi completa.

L’8 dicembre, festa dell’Immacolata, patrona della missione di Cavá il messaggio che mi arriva al telefono è acuto e fendente come una lancia. Cancro in metastasi, molti organi sono già intaccati: fegato, reni, polmoni, cervello, spina dorsale. Un cancro che prende i fumatori e solo il 3% i non-fumatori. Werner non ha mai fumato, ha sempre avuto una vita regolare all’aria aperta e soprattutto senza nessun sintomo fino all’ultima settimana di novembre. Da quel 8 di dicembre non passerà nemmeno un mese prima che Werner ci saluti per sempre. Un mese in cui tutti noi abbiamo chiesto a Dio il miracolo. La settimana scorsa ci è giunta la notizia della sua morte. La famiglia ha il desiderio che anche noi partecipiamo al funerale. Le esequie quindi sono state posticipate a questo sabato (12 gennaio) perché anch’io ed Elena possiamo parteciparvi. Domani abbiamo il volo per Zurigo dove poi sabato mattina saluterò per l’ultima volta l’amico Werner prima di ritornare in Mozambico la domenica sera.

Molti di voi lo hanno conosciuto indirettamente attraverso il suo lavoro nel progetto agricolo di Cavá che ora stiamo cercando di portare avanti con le nostre forze.

Ringraziamo Dio per il dono di Werner e chiediamo consolazione per la moglie Rita, figli e nipoti.

  • Di seguito uno stralcio del discorso che leggerò sabato al funerale:  

Caro Werner, in questi giorni mi sono soffermato spesso a pensare a una immagine che potesse esprimere la tua presenza in mezzo a noi in terra mozambicana e concretamente nella missione di Cavà.

Sono molte le immagini che custodisco di te nel mio cuore, ma quella che più mi sembra appropriata è quella natalizia che la liturgia cristiana ci ha offerto nei testi sacri nei giorni scorsi: la stella cometa che conduce i Re magi dall’Oriente all’incontro con il Salvatore.

Quella stella è apparsa dal nulla, ha segnato tutto il viaggio dei Re magi e così com’era apparsa sparisce nel nulla. In quella notte la stella è stata fondamentale per condurre i Re magi, cioè il mondo pagano che ancora non conosceva il Dio di Israele. Quella stella è stato il primo annuncio di Gesù nella storia dell’umanità. Re magi e pastori hanno avuto fiducia di quella luce per conoscere il Messia. Da qui l’annuncio si è divulgato per tutto il mondo.

La tua presenza in mezzo a noi, caro Werner, è stata come questa cometa.

Il  tuo arrivo è stato misterioso e frutto della Provvidenza.

La tua presenza è stata luce che ha condotto la mia gente di Cavà. 

Il tuo lavoro è stata speranza in un futuro migliore.

La tua persona è stata testimonianza autentica e generosa di una fede, che ancora oggi, continua a espandersi fino ai confini della terra.

La tua partenza da noi è stata così rapida, misteriosa e silenziosa come quella della cometa. Dietro di te è rimasta una scia luminosa che noi vogliamo continuare a seguire. La luce che ci hai lasciato continua a espandersi secondo il comandamento del Vangelo.

….

 Grazie Werner per il bene che hai dato a Cavá e a tutti noi!

P. Silvano

Quale Natale?

Natale 2018 – Cavá, Mozambico

 

Non sopporto l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio. Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapaci di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.

I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.
Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.
Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

 + Tonino Bello

——————

In questi giorni ho meditato a lungo sugli “auguri scomodi” di Don Tonino Bello. E’ uno scritto di un uomo di fede, le sue parole trasmettono umanità, profezia e grande voglia di cambiare il mondo attraverso il Vangelo di Cristo Incarnato.

Don Tonino mi ha provocato a guardare la realtà di missione in cui vivo con occhi di fede e di profezia. Mi ritrovo pienamente in queste sue parole che vorrei esplodessero anche nel vostro cuore, nelle vostre case, lette magari prima dei vostri pranzi o nelle vostre preghiere. Vorrei che provocassero quello che hanno smosso in me per sentire che come cristiani molte volte ci siamo accodati alla lunga fila della mediocrità o della tiepidezza. Spero che sentiamo queste parole come dei macigni e che urlano tutta la necessità di far Natale, incarnazione del Dio fatto uomo e povero.

Vi auguro che questo scritto possa provocare un gesto concreto di conversione nelle nostre esistenze e una profonda e proficua crisi della nostra povera e fragile fede.

Buon Natale amici cari! E facciamo spazio alla vera Speranza!

P. Silvano Daldosso – Missionario in Mozambico

 

Opuscolo del Centro Missionario Diocesano… ERRATA CORRIGE

15 ottobre 2018

Carissimi amici, vi segnaliamo che in questi giorni è uscito il nuovo opuscolo del Centro Missionario Diocesano che presenta l’impegno missionario veronese nel mondo. Nella pagina 10, dedicata alla missione di Cavà-Memba nella Diocesi di Nacala in Mozambico dove opero, c’è un errore. La parte finale relativa al “Sostegno ai missionari”, come evidenziato nelle foto in basso, va omessa e non considerata.

Di fatto la missione di Cava-Memba non chiedene riceve il valore indicato. L’equipe missionaria concretamente non fa richiesta di questi soldi per mantenersi anche perchè i 3 laici missionari presenti, oltre a me, appartengono a 3 Diocesi differenti: Lodi, Bergamo, Basel (Svizzera) e sono quindi sostenuti ed accompagnati dalle rispettive Diocesi e non dal Centro Missionario di Verona. Chiediamo scusa per l’errore di stampa.

La missione di Cavà-Memba non chiede quindi l’importo di 5.220 € ma chiede sostegno e appoggio nella preghiera per poter continuare con forza ed entusiasmo l’annuncio del Vangelo in queste terre. In particolare chiediamo una preghiera speciale per Gloria, laica missionaria di Bergamo, (foto in basso) che sta per arrivare in mezzo a noi tra pochi giorni.

Grazie

Don Silvano Daldosso

DA GIUGNO IN POI I NUMEROSI OSPITI VOLONTARI DELLA MISSIONE

15 ottobre 2018

La missione di Cavà-Memba a partire dal mese di giugno fino ad ora ha ospitato un bel numero di volontari e visite di ogni età. Ciascuno di loro ha messo in atto con le proprie capacità e caratteristiche lo SCAMBIO TRA CHIESE che dovrebbe essere “naturale” tra Verona e Nacàla in Mozambico. Queste presenze di persone, oltre che un aiuto pratico, sono state la testimonianza di una Chiesa Universale che si aiuta e si conosce reciprocamente.

Grazie a quanti sono passati di qui durante questi 5 mesi.

Di seguito i volti di questo scambio tra Chiese.

_  In giugno ha aperto il lungo periodo di visite Judite, una ragazza svizzera della diocesi di Basel che si è fermata con noi qualche giorno.

_ Sono poi arrivate Anita e Marianna rispettivamente di S. Ambrogio e Cadidavid.  Per attinenza alla loro professione hanno seguito gli studenti dello studentato con corsi di matematica, inglese, informatica. …e belle animazioni. Eccole in azione…

_ ____

_ In agosto poi sono arrivati Elia e Alberto di S. Giovanni Lupatoto che come ottimi tutto-fare si sono dedicati a pittura, riordino ambienti, accompagnamento dello studentato e mille altri lavori. La loro simpatia ha contagiato tutto l’ambiente della missione!

_______

_ Tanti giovani sono stati con noi tra luglio e agosto anche solo per pochi giorni. …

In settembre poi è stata la volta di mamma Flavia, zio Luigi e l’amico Luciano. Anche con loro si è lavorato tanto. Hanno rifatto l’impianto elettrico delle officine dello studentato, tende, copri materassi, ….e molto altro!

______

_ Attualmente sono ancora qui con noi due carissimi amici dei tempi del seminario. Don Alberto Ridolfi  e Erminio Florio di Scardevara. Con loro stiamo rifacendo il tetto della nostra cappella e altri vari lavori di manutenzione oltre al contatto con le varie comunità cristiane, condividendo con d. Alberto la fraternità sacerdotale.

Dio benedica questa comunione tra Chiese!

Don Silvano