Aggiornamento sugli sfollati

Da recenti fonti giornalistiche del Mozambico, sarebbero oltre 560.000 gli sfollati per guerra nel nord.

Nella provincia di Nampula, nell’arco di pochi giorni, il numero è salito da 51.000 a oltre 60.000.

A Memba erano arrivati a 5.000 ora senz’altro aumentati ancora.

Preghiamo affinché nel nuovo anno 2021, vengano a cessare queste situazioni disastrose.

PACE!

Arrivo rifugiati a Pemba

BUON NATALE e ancora GRAZIE dal Mozambico

Paróquia Imaculada Conceição de Nossa Senhora – Cavá – Diocese de Nacala – Distrito de Memba

Cavá (Mozambico) 15 dicembre 2020

Carissimi, nella mia ultima lettera del 19 agosto scorso iniziavo così:

Cavá (Mozambico) 19 agosto 2020

Carissimi, volevo brevemente aggiornare la mia del 4/8/2020 essendo giunti altri 8.900 Euro di offerte per gli sfollati che stiamo seguendo, che sommati ai precedenti 26.907 Euro diventano 35.807 Euro.

Devo riconoscere il mio errore nello scrivervi poco a riguardo degli aiuti che state inviando. Chiedo scusa. So che vi sono arrivati altri articoli e interviste che ho rilasciato sulla situazione del Mozambico e qualcosa si è detto anche in Italia. Volevo semplicemente, senza tanti giri di parole, scrivervi per dirvi un GRAZIE sincero e commosso per tutto quello che state facendo per noi. So benissimo che la situazione economica e sociale non è per niente facile anche da voi e ogni gesto di carità è frutto di sacrificio che lo rende ancora più sentito e vero. Le offerte continuano ad arrivare e a quei 35.807 Euro del mese di agosto se ne sono aggiunti altri 29.476 Euro arrivando così a 65.283 Euro consegnati alla Caritas Diocesana di Nacala che li sta usando con gli sfollati. Per le notizie più tecniche vi allego anche quanto scrive Elena, segretaria della Caritas e il Vescovo di Nacala Mons. Alberto Vera Arejula. 

Inutile che vi dica quanto siano preziosi questi vostri sacrifici per condividere “il pane quotidiano” con chi ne ha meno o nulla come in questo momento in tutto il nord del Mozambico. Quest’anno si vive una fame terribile su tutta la zona nord. Nell’ultimo Consiglio Pastorale della mia missione fatto a inizio mese, gli animatori hanno raccontato che stanno mangiando bacche amare e radici per tirare avanti. Stanno iniziando le piogge, ma le sementi sono pochissime e comprarle costa molto. Si semina il poco che c’è a si aspetta tirando cinghia. Come parrocchia abbiamo distribuito sementi alle comunità per poter far fronte alla possibile fame che si genera anche il prossimo anno non avendo sementi ora da lanciare. Ci si trova tra gli sfollati da una parte e la nostra gente dall’altra e per quanto si tiri….la coperta è sempre irrimediabilmente corta e spesso bucata! La grande certezza che alberga nei nostri cuori è che se il Dio di Gesù Cristo non ha cambiato stile dovrebbe con certezza incarnarsi qui da noi se vuol essere davvero con l’umanità povera e ferita. Noi lo aspettiamo! Non abbiamo nulla da dargli, ma tanto da ricevere e siamo certi che ci riempirà dei suoi doni: la fede, la speranza e la carità…. e di tutte la più grande è la carità. La stessa carità che i miei Macua mi insegnano ogni giorno aprendo le porte a chi arriva dalla provincia afflitta dalla guerra del terrorismo islamico. Sono chiari esempi di santità!

Buona continuazione di Avvento e buona Novena!

P. Silvano Daldosso Missionario Fidei Donum

          

AGGIORNAMENTI SUGLI SFOLLATI:

  • Sfollati nella provincia di Nampula divisi nei distretti
    Siamo sui 37 mila nella provincia e nel mio distretto di Memba quasi 3000

Ecclesia – In Mozambico per la Giornata dei poveri – 14 NOVEMBRE 2020

Network Tv2000 > Radio InBlu > Ecclesia > Ecclesia – In Mozambico per la Giornata dei poveri –

“Il grido silenzioso dei tanti poveri deve trovare il popolo di Dio in prima linea, sempre e dovunque, per dare loro voce, per difenderli e solidarizzare con essi davanti a tanta ipocrisia e tante promesse disattese, e per invitarli a partecipare alla vita della comunità”. Sono le parole tratte dal messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale dei poveri che si celebra il 15 dicembre 2020, sul tema “Tendi la mano al povero” (Sir 7,32).

Nei giorni scorsi più di 50 persone sono state decapitate durante tre giorni di violenze nel nord del Mozambico, nella provincia di Cabo Delgado. In Mozambico centinaia di persone sono state uccise e centinaia di migliaia sono state sfollate dalle violenze di matrice jihadista iniziate più di tre anni fa. Molti degli sfollati in fuga dalla violenza raggiungono la provincia confinante di Cavà Memba, una zona molto povera, dove la fame è ordinaria amministrazione e dove opera don Silvano Daldosso, sacerdote fidei donum della diocesi di Verona raggiunto al telefono di Alessandra Giacomucci.

Nord Mozambico

L’audio intervista di Alessandra Giacomucci, a Don Silvano Daldosso:

https://www.radioinblu.it/2020/11/14/ecclesia-in-mozambico-per-la-giornata-dei-poveri/

NUMERI – Situazione degli sfollati

Cavá, Mozambico

2 settembre 2020

Carissimi amici, questa volta invece di scrivervi quattro righe sulla situazione che viviamo qui in Mozambico vi invio dei numeri che probabilmente gridano più delle parole…

Al 1 Settembre 2020 solo nella mia Provincia di Nampula siamo arrivati a 17.951 sfollati sparsi su 15 Distretti suddivisi in 9.815 bambini, 4.627 donne, 3.509 uomini.



1. Erati:                         1.243
2. Nacaroa:                    188


3. Meconta:                   6.481


4. Monapo:                      . 430
5. Nacala-Porto:            2.189


6. Nampula Cidade:    5,883
7. Rapale:                       . …. 513
8. Ribáuè:                      ….. 15


9. Mossuril:                   ….. 109
10. Nacala-a-Velha:       .. 161
11. Ilha de Moçamb.:     .. 68


12. Muecate                   …. . 43


13. Memba                    578 + 146
14. Liupo                         …. . 9


15. Mecuburi               ….   . . 41
________________________________
TOTALE:                      ……             17,951


TOTALE (Diocesi di Nacala): 4.975

Su 15 Distretti 9 (in rosso) sono nel terrotorio della mia diocesi di Nacala per un totale di 4.975 persone.

Ma mentre vi scrivo ci sono stati nuovi arrivi soprattutto nel mio Distretto di Memba con altre 146 persone. Il Distretto di Memba comprende 3 missioni: Cavá-Memba dove sono io, l’altra missione di Verona Namahaca e Chipene affidata ai preti di Pordenone. Lunedì prossimo ci troveremo come preti delle 3 missioni per vedere come poter dividerci l’assistenza a queste 724 persone presenti sul nostro territorio.
Come Caritas Diocesana di Nacala si sta ora assistendo quasi 3.000 persone ogni mese. Probabilmente anche con gli aiuti inviati da voi arriveremo a un 3.500/3.600 persone, ma guardando ai numeri non raccoglieremo nessuna cesta di avanzi come dice il Vangelo, anzi, siamo sotto di oltre 1.000 e le persone continuano ad arrivare. Non dimentichiamo che nella vicina provincia di Cabo Delgado, teatro degli scontri con i fondamentalisti, gli sfollati hanno superato i 250 mila!

Cosa chiedo a voi?

Pregate! Fate diventare questi numeri preghiera nelle vostre case, nelle vostre celebrazioni, nei monasteri, nelle scuole, nei seminari, nei vostri uffici….

A questo punto solo la preghiera può aiutare tutta questa gente. La nostra gente qui fa la fame quest’anno per il raccolto magro….ora si aggiungono nuove famiglie! La gente deve resistere almeno fino a marzo-aprile quando – se sono riusciti a seminare – raccoglieranno i primi frutti della terra. Con le prime piogge a fine novembre si entra nel tempo a rischio per il colera e in queste condizioni un’epidemia farebbe una strage.

Siamo nel bel mezzo di una grande crisi umanitaria, fratelli! Pregate e fate pregare perchè tutto questo si fermi!

Trovate il tempo di inginocchiarvi davanti a Dio e di supplicarlo per tutta questa gente. Pregate! Pregate! Pregate! Muovete a compassione il cuore di Dio perchè ascolti il grido di questo popolo!

Vi ringrazio per tutto quello che fate!

Don Silvano Daldosso

ANCORA GRAZIE… e aggiornamento degli ultimi aiuti ricevuti.

Cavá (Mozambico) 19 agosto 2020

Carissimi, volevo brevemente atualizzare la mia del 4/8/2020 essendo giunti altri 8.900 Euro di offerte per gli sfollati che stiamo seguendo, che sommati ai precedenti 26.907 Euro diventano 35.807 Euro.

Sono i vostri sacrifici e le vostre rinuncie che permettono a tante persone di sopravvivere. Vi ringrazio tutti a nome di questa mia gente che eroicamente vive ogni giorno col sorriso in volto. Mi permetto solo di citare una delle offerte non perchè sia più meritevole ma perchè, secondo me, è una bella testimonianza di comunione ecclesiale. Qualche settimana fa nella parrocchia di Corbiolo è stata organizzata una bancherella solidale per la missione brasiliana di P. Renzo Fiorio, originario della stessa parrochia. P. Renzo venendo a conoscenza della situazione del Mozambico ha chiesto che il ricavato fosse devoluto per questa causa più urgente. Sento che sia un bel gesto di solidarietà tra Chiese povere che testimoniano come lo “spezzare il pane” sia un qualcosa di molto concreto e legato alla vita quotidiana. Ho sentito P. Renzo per e-mail per ringraziarlo e soprattutto per dirci quanto siano importanti questi gesti augurandoci che diventino significativi per le nostre parrocchie e per le nostre diocesi che spesso sono chiuse nel ristretto orizzonte delle proprie sacrestie. I poveri sono sempre maestri di vita! Grazie a voi del Brasile! Di conseguenza anche noi useremo una parte di queste offerte per essere di aiuto a un’altra Chiesa povera seguendo lo stesso stile. La Carità scatena reazioni di altra Carità mettendo in atto meccanismi circolari di Amore e Dono. Così, noi diocesi di Nacala, destineremo 4.000 Euro alla parrocchia di Santa Cruz di P. Davide De Guidi, missionario comboniano veronese che lavora nella città della diocesi vicina di Nampula. Di seguito metto qualche stralcio di una sua lettera:

[…] Fino ad ora sono giá arrivati in 3.000 (sfollati) nel territorio della parrocchia, ma in tutto il Mozambico sono piú di 200.000 gli sfollati, con tanti morti. Ed ogni giorno famiglie nuove arrivano stremate dal viaggio, con nel cuore una profonda tristezza per aver perso i propri beni, aver sentito che le loro case sono state bruciate, aver lasciato la propria terra e spesso con il cuore lacerato per aver visto i propri cari rapiti o massacrati. Il dolore aumenta quando raccontano di non aver potuto nemmeno sepellire i propri familiari e amici per il pericolo di essere uccisi, cosí da essere rimasti in preda degli animali. Da notizie di testimoni credibili, i corpi in alcuni casi, vengono tagliati e mischiati con altri per non essere riconosciuti e sepolti con um minimo di dignitá. Una violenza diabolica estrema in cui l’essere umano puó arrivare.

[…] All’inizio abbiamo coinvolto i nostri animatori della caritá e subito abbiamo distribuito ció che avevamo, poi non avendo piú nulla, abbiamo chiesto aiuto e le missionarie comboniane si sono fatte prossime comprando coperte, farina, fagioli, olio,…. Dopo una settimana, non avendo piu nulla, le sorelle della Caritá di Madre Teresa di Calcutta, sono intervenute e in seguito anche la Caritas diocesana ha sentito l’afflizione ed ha steso la mano per tre volte. Anche Acnur ci ha dato un piccolo aiuto, assieme a una organizzazione dello Stato che appoggia i refugiati. Ma tutto finisce in fretta, perché negli ultimi mesi arrivavano in media 250-300 nuovi rifugiati ogni settimana in parrocchia.

Ho chiesto con forza al PMA (Programa Mondiale Alimentare) di intervenire, ma ancora non ha assunto con piena responsabilitá la gravitá della situazione della povera gente che arriva, cosi in questi giorni molti sono affamati. Purtropo un piccolo di 4 mesi non ce l’ha fatta per la denutrizione della mamma. Il nostro cuore ci addolora. E i luoghi da assistere anche per loro sono molti.

[…] La settimana scorsa mentre preparavo questo scritto, mi hanno chiamato per assistere un gruppo di 36 persone arrivate senza nulla, 27 erano bambini con ferite ai piedi per il lungo camminare; le loro case sono state bruciate, tutti erano stremati e sistemati in due piccole casette nello stesso cortile, con tutto il problema del distanziamento sociale di questa pandemia che risulta impossibile da praticare.

[…] Ricordo in una famiglia una ragazza di nome Ancha che é riuscita a fuggire quando é stata rapita da questi “insurgenti”. Lei ci guardava con gli occhi tristi e ancora spaventati. Non avendo il coraggio di parlare, i suoi familiari ci dicevano che il suo fratello di 13 anni é stato rapito, cosí come la sorella con la sua piccola creatura appena nata. Questa stessa sorella rapita, era anche la mamma di una piccola creatura che ci guardava e che spesso piange chiedendosi dove sará la sua mamma. Ci raccontavano che quando fuggivano dagli attacchi, sono rimasti nei boschi per sette giorni senza cibo, cercando di nutrirsi di un tubero amaro che spesso fa male alla salute. Ho incontrato una vecchietta di 85 anni che nonostante ció che ha passato, aveva il coraggio di sorridermi senza i suoi denti; lei mi raccontava che era stata costretta a fuggire e rimanere nei boschi vari giorni senza nulla. In un’altra famiglia un giovane ci diceva che il suo fratello era stato ucciso assieme ad altri 51 persone, quasi tutti giovani, solo per il motivo di essere cristiani e di non voler combattere al loro fianco. Sono i martiri di Chitachi, martiri della pace e della non- violenza. La loro mamma presente ci ascoltava in silenzio. […]

P. Davide De Guidi

Padre Davide De Guidi

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Gli aiuti economici e umanitari sono certamente importanti, ma risultano insufficienti e non possono durare all’infinito. Siamo in una situazione di emergenza che deve trovare a breve soluzione e spero non-violenta anche se per ora è l’ipotesi più discussa, ma credo che l’unica vera forza sia la preghiera. Solo con quella si può superare questo momento. Chiedo a tutti voi di pregare. Pregare per i governanti, pregare per i fondamentalisti, pregare per la gente, pregare per chi è vittima e carnefice, pregare per chi aiuta e per chi ostacola, pregare per tutti perchè siamo capaci di convertirci all’Amore, alla Giustizia, al Perdono, alla Tolleranza.

Che il Dio della Pace doni tranquillità a questa terra!

Don Silvano Daldosso

IL GRAZIE DI Don SILVANO DA CAVA’ per gli aiuti ricevuti per gli sfollati

Paróquia Imaculada Conceição de Nossa Senhora – Cavá  – Diocesi di Nacala – Distretto di Memba

Carissimi amici, famiglie, gruppi missionari, parrocchie, associazioni,

          mi faccio presente con queste poche righe per ringraziarvi della vostra meravigliosa generosità che sta rendendo possibile un piccolo miracolo. Sono stati raccolti fino ad ora 26.907 Euro, frutto della vostra generosità e della vostra voglia di condividere il dramma che si vive qui.

Come gìà vi scrivevo la situazionde della vicina Provincia di Cabo Delgado è molto tragica e instabile per i continui assalti degli estremisti islamici (vedi articoli pubblicati sul sito www.donsilvano.org).

Attualmente gli sfollati arrivati nella mia Provincia di Nampula superano le 6.200 persone, insediandosi in una quindicina di Distretti Amministrativi. Nella maggior parte dei casi questi uomini, ma soprattutto donne e bambini, sono ospiti di altre famiglie. Trovano alloggio in famiglie con legame parentale o semplicemente perchè provengono dalla stessa zona. Ogni legame esistente diventa un appiglio per una possibile salvezza. Le famiglie raddoppiano o, in alcuni casi, triplicano il numero delle persone nella stessa capanna arrivando a 20/25 a volte 30 persone. Cibo, coperte (siamo nel tempo freddo e di notte si arriva anche a 16/17 gradi), stuoie, piatti, pentole, acqua…. tutto è insufficiente!!! 

Attualmente nel territorio della mia Diocesi di Nacala sono presenti oltre 2.166 sfollati come riassunto nella tabella che segue:

Si nota facilmente come il flusso è in continuo aumento e come si espanda ad altri Distretti che a inizio fenomeno non contavano sfollati. I dati della tabella sono aggiornati al 27 luglio, ma nel momento in cui vi scrivo sono certamente aumentati perché il flusso di arrivi è giornaliero.

Come Diocesi di Nacala ci siamo mossi con la Caritas Diocesana che ha costituito una equipe di emergenza (una quindicina di persone), a cui io faccio parte, coordinata da Elena e affiancata da Gloria (laiche fidei donum di Lodi e Bergamo che lavorano nella missione con me). L’equipe si è messa in rete con il Governo mozambicano e tutte le altre associazioni, ONG’s e enti (compreso l’ONU-World Food Programme) che si occupano del problema.

Si sta quindi lavorando in rete dividendosi i compiti perché da soli non è possibile far fronte a questo dramma umano. La gente è scappata a piedi, spesso di notte passando giorni in foresta. Hanno lasciato tutto e ora arrivano da noi senza nulla, carichi solo della violenza vista. Il raccolto quest’anno è stato poverissimo e quindi anche per le famiglie che ospitano è difficile reperire cibo sufficiente. Si rischia quindi la tragedia nella tragedia. Le prime settimane bisognava “fare presto” e tamponare la situazione finché si riusciva a mettere in piedi un piano di emergenza stutturato e a repirere i fondi. La gente aveva bisogno di mangiare e non poteva aspettare.

Le prime vostre offerte hanno permesso di far questo primo intervento garantendo il cibo necessario. Dio sa quanto siete stati utili e segno della Provvidenza!!!! L’equipe della Caritas ha quindi bussato a varie porte ed è riuscita a trovare due parteners per un progetto di 6 mesi di appoggio alimentare. Sono quindi arrivati i fondi di CAFOD (ente caritativo della Chiesa Cattolica inglese, la nostra Caritas per capirsi) e MANOS UNIDAS (ONG spagnola per lo sviluppo). Queste due realtà ci permettono di acquistare 250 kits alimentari completi di pentole, coperte e stoviglie per 6 mesi.

Un kit significa che serve una famiglia di 8 persone in media e quindi un appoggio di circa 2.000 persone con distribuzione mensile. Da quando è stato presentato il progetto ad ora vedete che i numeri ci hanno già superato. Ora, grazie al resto delle vostre offerte, potremo aumentare i kit a 340 in modo da servire 2.720 persone circa.

I 26.907 Euro da voi inviati, sono stati quindi consegnati all’equipe di emergenza della Caritas perché potesse tamponare la situazione durante le prime settimane di arrivi e ora per aumentare i kits mensili previsti essendo in continuo aumento il numero di persone.

Da dicembre in poi si prevede una seconda fase che non mira più solo ai bisogni primari, ma anche ad un inserimento nel contesto sociale attraverso progetti e attività di scuola, agricoltura, impiego, ecc.

Ringrazio tutti quanti voi e vi abbraccio uno ad uno perché so che il momento presente non è facile per nessuno e tante famiglie vivono nelle ristrettezze economiche, ma credo che il recitare il Padre Nostro tutti giorni ci imponga gesti eroici di questo tipo. GRAZIE! Vi ricordo tutti nella mia povera preghiera! Dio vi benedica!

Don Silvano Daldosso

P.S. Se qualcuno dovesse ancora depositare la sua offerta lo può fare specificando la causale “sfollati” sui conti bancari che si trovano sul sito www.donsilvano.org.

Scrive ELENA da CAVA’ E MEMBA

COORDINAMENTO AIUTI AGLI SFOLLATI A CAUSA DEL COVID – 19 [ cibo e beni di prima necessità]

Mi piace condividere un po’ con voi il punto della situazione anche per rendervi partecipi più da vicino nonostante credo che Don Silvano vi informi puntualmente su tutto. I flussi di sfollati purtroppo sono in aumento e grazie a Dio anche se in Africa sembra sempre tutto disorganizzato, esiste invece sulla rete di istituzioni governative e non governative un buon coordinamento che ci permette di non duplicare gli aiuti e non dimenticarne altri.

Col WFP (agenzia delle nazioni unite) per esempio ci siamo accordati sul tipo di alimenti da comprare per integrare quello che loro distribuiscono e le liste nominative degli sfollati che sono costantemente aggiornate.

Oltre agli aiuti immediati che abbiamo canalizzato ai diversi parroci coinvolti per l’acquisto dei beni di prima necessità (cibo e sapone), nei tempi più brevi compatibilmente con tutta l’organizzazione coi fornitori necessaria per strutturare sei mesi di aiuti, abbiamo pianificato per la prossima settimana la distribuzione di cibo e utensili per la casa (padelle, piatti, secchi, coperte ecc.). Si tratta di un camion di 18 tonnellate che partirà lunedì da Nampula fermandosi in quattro distretti. Ci vorranno due giorni di viaggio per completare tutta la distribuzione e nei giorni seguenti ci sarà la consegna vera e propria. Abbiamo formato dei collaboratori individuati dai parroci in ogni parrocchia che seguiranno le varie operazioni. Io, Gloria e Don Silvano seguiremo direttamente tutte queste fasi (trasporto e distribuzione). Questa operazione si ripeterà poi mensilmente fino a dicembre.

Allo stesso tempo abbiamo previsto delle attività di sostegno psico-sociale per i bambini. Si tratta di educatori (ne abbiamo selezionati 2 per distretto e così un totale di 8) che, compatibilmente con le misure di sicurezza previste per la prevenzione del Covid-19 che probabilmente ci costringeranno ad attività domiciliari o a aggregare piccoli gruppi, seguiranno i bambini sfollati per cercare di accompagnare il loro stato psico-fisico e prevenire, al tempo stesso, fenomeni di traffico umano e prostituzione. Anche questo tipo di attività sono previste per sei mesi e abbiamo organizzato una formazione specifica di quattro giorni per gli educatori a inizio agosto.

Vi mando un grande abbraccio sempre carico di tutta l’amicizia, la stima e l’affetto che posso e vi chiedo una preghiera affinché tutte queste attività della prossima settimana possano avvenire senza intoppi. Ancora grazie di cuore

Elena

La presenza del jihadismo in Mozambico
Nonostante la mobilitazione della polizia e militari per l’intera regione settentrionale del Mozambico, la violenza non è diminuita, il che ha già causato la fuga di oltre 160.000 persone da uno scenario di guerriglia.