ANCORA GRAZIE… e aggiornamento degli ultimi aiuti ricevuti.

Cavá (Mozambico) 19 agosto 2020

Carissimi, volevo brevemente atualizzare la mia del 4/8/2020 essendo giunti altri 8.900 Euro di offerte per gli sfollati che stiamo seguendo, che sommati ai precedenti 26.907 Euro diventano 35.807 Euro.

Sono i vostri sacrifici e le vostre rinuncie che permettono a tante persone di sopravvivere. Vi ringrazio tutti a nome di questa mia gente che eroicamente vive ogni giorno col sorriso in volto. Mi permetto solo di citare una delle offerte non perchè sia più meritevole ma perchè, secondo me, è una bella testimonianza di comunione ecclesiale. Qualche settimana fa nella parrocchia di Corbiolo è stata organizzata una bancherella solidale per la missione brasiliana di P. Renzo Fiorio, originario della stessa parrochia. P. Renzo venendo a conoscenza della situazione del Mozambico ha chiesto che il ricavato fosse devoluto per questa causa più urgente. Sento che sia un bel gesto di solidarietà tra Chiese povere che testimoniano come lo “spezzare il pane” sia un qualcosa di molto concreto e legato alla vita quotidiana. Ho sentito P. Renzo per e-mail per ringraziarlo e soprattutto per dirci quanto siano importanti questi gesti augurandoci che diventino significativi per le nostre parrocchie e per le nostre diocesi che spesso sono chiuse nel ristretto orizzonte delle proprie sacrestie. I poveri sono sempre maestri di vita! Grazie a voi del Brasile! Di conseguenza anche noi useremo una parte di queste offerte per essere di aiuto a un’altra Chiesa povera seguendo lo stesso stile. La Carità scatena reazioni di altra Carità mettendo in atto meccanismi circolari di Amore e Dono. Così, noi diocesi di Nacala, destineremo 4.000 Euro alla parrocchia di Santa Cruz di P. Davide De Guidi, missionario comboniano veronese che lavora nella città della diocesi vicina di Nampula. Di seguito metto qualche stralcio di una sua lettera:

[…] Fino ad ora sono giá arrivati in 3.000 (sfollati) nel territorio della parrocchia, ma in tutto il Mozambico sono piú di 200.000 gli sfollati, con tanti morti. Ed ogni giorno famiglie nuove arrivano stremate dal viaggio, con nel cuore una profonda tristezza per aver perso i propri beni, aver sentito che le loro case sono state bruciate, aver lasciato la propria terra e spesso con il cuore lacerato per aver visto i propri cari rapiti o massacrati. Il dolore aumenta quando raccontano di non aver potuto nemmeno sepellire i propri familiari e amici per il pericolo di essere uccisi, cosí da essere rimasti in preda degli animali. Da notizie di testimoni credibili, i corpi in alcuni casi, vengono tagliati e mischiati con altri per non essere riconosciuti e sepolti con um minimo di dignitá. Una violenza diabolica estrema in cui l’essere umano puó arrivare.

[…] All’inizio abbiamo coinvolto i nostri animatori della caritá e subito abbiamo distribuito ció che avevamo, poi non avendo piú nulla, abbiamo chiesto aiuto e le missionarie comboniane si sono fatte prossime comprando coperte, farina, fagioli, olio,…. Dopo una settimana, non avendo piu nulla, le sorelle della Caritá di Madre Teresa di Calcutta, sono intervenute e in seguito anche la Caritas diocesana ha sentito l’afflizione ed ha steso la mano per tre volte. Anche Acnur ci ha dato un piccolo aiuto, assieme a una organizzazione dello Stato che appoggia i refugiati. Ma tutto finisce in fretta, perché negli ultimi mesi arrivavano in media 250-300 nuovi rifugiati ogni settimana in parrocchia.

Ho chiesto con forza al PMA (Programa Mondiale Alimentare) di intervenire, ma ancora non ha assunto con piena responsabilitá la gravitá della situazione della povera gente che arriva, cosi in questi giorni molti sono affamati. Purtropo un piccolo di 4 mesi non ce l’ha fatta per la denutrizione della mamma. Il nostro cuore ci addolora. E i luoghi da assistere anche per loro sono molti.

[…] La settimana scorsa mentre preparavo questo scritto, mi hanno chiamato per assistere un gruppo di 36 persone arrivate senza nulla, 27 erano bambini con ferite ai piedi per il lungo camminare; le loro case sono state bruciate, tutti erano stremati e sistemati in due piccole casette nello stesso cortile, con tutto il problema del distanziamento sociale di questa pandemia che risulta impossibile da praticare.

[…] Ricordo in una famiglia una ragazza di nome Ancha che é riuscita a fuggire quando é stata rapita da questi “insurgenti”. Lei ci guardava con gli occhi tristi e ancora spaventati. Non avendo il coraggio di parlare, i suoi familiari ci dicevano che il suo fratello di 13 anni é stato rapito, cosí come la sorella con la sua piccola creatura appena nata. Questa stessa sorella rapita, era anche la mamma di una piccola creatura che ci guardava e che spesso piange chiedendosi dove sará la sua mamma. Ci raccontavano che quando fuggivano dagli attacchi, sono rimasti nei boschi per sette giorni senza cibo, cercando di nutrirsi di un tubero amaro che spesso fa male alla salute. Ho incontrato una vecchietta di 85 anni che nonostante ció che ha passato, aveva il coraggio di sorridermi senza i suoi denti; lei mi raccontava che era stata costretta a fuggire e rimanere nei boschi vari giorni senza nulla. In un’altra famiglia un giovane ci diceva che il suo fratello era stato ucciso assieme ad altri 51 persone, quasi tutti giovani, solo per il motivo di essere cristiani e di non voler combattere al loro fianco. Sono i martiri di Chitachi, martiri della pace e della non- violenza. La loro mamma presente ci ascoltava in silenzio. […]

P. Davide De Guidi

Padre Davide De Guidi

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Gli aiuti economici e umanitari sono certamente importanti, ma risultano insufficienti e non possono durare all’infinito. Siamo in una situazione di emergenza che deve trovare a breve soluzione e spero non-violenta anche se per ora è l’ipotesi più discussa, ma credo che l’unica vera forza sia la preghiera. Solo con quella si può superare questo momento. Chiedo a tutti voi di pregare. Pregare per i governanti, pregare per i fondamentalisti, pregare per la gente, pregare per chi è vittima e carnefice, pregare per chi aiuta e per chi ostacola, pregare per tutti perchè siamo capaci di convertirci all’Amore, alla Giustizia, al Perdono, alla Tolleranza.

Che il Dio della Pace doni tranquillità a questa terra!

Don Silvano Daldosso

1 commento

  1. Con un nodo alla gola, vi garantisco la preghiera. A voi che vivete, soffrite e date soccorso a questa povera gente che non ha pace. Io credo che il cuore di Dio non abbandoni l’umanità: manda, attraverso voi, aiuto e sollievo. La carità vince sulla cattiveria umana. Con tanta
    speranza vi siamo vicini e ringraziamo voi per tutto il bene che fate.

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